Sono state riscontrate nelle donne in gravidanza forme più gravi di influenza da nuovo virus dell'influenza A(H1N1)v; d'altra parte, è da tempo assodato che lo stato di gravidanza rappresenta una condizione di maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza anche da virus influenzali classici o stagionali; per tale motivo da anni la vaccinazione antiinfluenzale stagionale è raccomandata per le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Cosa deve fare la mamma
Deve seguire queste semplici precauzioni:
- Coprire naso e bocca con un fazzoletto, possibilmente di carta, quando tossisce o starnutisce e gettarlo nella spazzatura o nella biancheria sporca immediatamente dopo l’uso.
- Lavare spesso le mani con acqua calda o sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito; anche i detergenti per le mani a base di alcol sono utili, specialmente in assenza di acqua e sapone.
- Evitare di toccare occhi, naso, bocca con le mani; i germi si diffondono specialmente in questo modo.
- Cercare di evitare contatti ravvicinati (meno di 1,5 metri di distanza) con persone malate; se si è in gravidanza e si convive o si hanno contatti con persone che hanno l’influenza A, parlarne con il medico di fiducia e con il ginecologo.
- Cercare di pianificare il modo di fornire cure e assistenza a familiari ammalati.
- Fare una scorta di alimenti non deperibili, prodotti per la casa e, su consiglio del medico di fiducia e del ginecologo, di medicinali da banco per la febbre e la tosse, nel caso non fosse possibile uscire a fare la spesa o andare in farmacia.
Se la mamma si ammala
- Contattare il medico di fiducia che deciderà se è necessario prescrivere un trattamento medico o un accertamento di laboratorio; quest’ultimo, se necessario, viene effettuato su tamponi nasali o naso faringei, da prelevare entro i primi 4-5 giorni di malattia.
- Se la mamma deve rimanere sola, faccia in modo che ci sia sempre qualcuno da contattare in caso di bisogno.
- In caso di febbre occorre intervenire con un antipiretico; il più sicuro in gravidanza è il paracetamolo ai dosaggi consigliati sul foglietto illustrativo.
- Bere in abbondanza liquidi (acqua, brodo, tè, succhi di frutta) per rimpiazzare quelli persi con la sudorazione da febbre.
- Il medico stabilità se è necessario il trattamento con farmaci antivirali: questi ultimi sotto forma di compresse, sciroppi o aerosol riducono lo sviluppo dei virus influenzali e possono accelerare la guarigione.
- Questi farmaci funzionano meglio quando somministrati immediatamente dopo la comparsa dei sintomi (entro 2 giorni), ma possono essere somministrati a persone ad alto rischio ( come le donne in gravidanza) o con forme gravi di influenza anche dopo le 48 ore.
Quando andare al pronto soccorso
In caso di uno di questi sintomi/segni è opportuno che la donna in gravidanza si rivolga immediatamente ad un Pronto Soccorso:
- difficoltà di respiro o respiro affannoso;
- dolore o senso di oppressione al torace;
- vertigini improvvise;
- comparsa di disturbi del sonno in donna non fumatrice e/o affetta da malattie polmonari;
- confusione;
- vomito grave e persistente;
- diminuzione o assenza di movimento nel bambino;
- febbre alta che non diminuisce con l’antipiretico.
Come allattare
La mamma che ha contratto l’influenza non deve smettere di allattare perché il suo latte è ricco di anticorpi che proteggono dalle malattie anche il bambino.
La mamma deve tuttavia adottare i seguenti comportamenti prudenti:
- chiedere l’aiuto di qualcuno che non è malato per nutrire e prendersi cura del bambino;
- se nessuno può aiutare la mamma nutrendo il bambino, è prudente che la mamma usi una mascherina tutte le volte che allatta o si occupa del bambino e che usi un telo pulito da mettere fra lei e il bambino;
- se allatta al seno, la mamma potrebbe estrarre il latte con il tiralatte, riempire il biberon e chiedere ad una persona non malata di nutrire il bambino.
Ulteriori informazioni sono accessibili sul sito del Ministero della Salute www.ministerosalute.it